Imposta sulle transazioni digitali: web tax

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Imposta sulle transazioni digitali: web tax

In Italia entra in vigore il 1° gennaio 2019 l’imposta sulle transazioni digitali, detta web tax, che andrà a colpire il fatturato delle imprese italiane sulle quali si applicherà un’imposta del 3%, più precisamente si tratta di una particolare imposta sulle transazioni digitali che deve essere applicata alle prestazioni di servizi effettuati con mezzi elettronici, ne sono esclusi le imprese agricole, i contribuenti nel regime forfettario, il regime dei minimi, gli e-commerce. L’aliquota del 3% sul valore della singola transazione fa riferimento al corrispettivo dovuto per le prestazioni rese al netto dell’Iva, a prescindere dal luogo di conclusione della transazione, l’imposta si applica al soggetto prestatore, residente o non residente, che effettua complessivamente un numero di transazioni superiore a 3mila unità nel corso di un anno solare. La web tax viene riscossa, al momento del pagamento del corrispettivo, dai soggetti committenti dei servizi, con obbligo di rivalsa sui soggetti prestatori, fatta eccezione per il caso in cui i soggetti che effettuano la prestazione indichino nella fattura relativa alla di non superare il limite di transazioni; i committenti sono tenuti a versare tale imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del corrispettivo. Maggiori informazioni su: https://www.guidafisco.it/web-tax-italia-cos-e-come-funziona-imposta-sulle-transazioni-digitali-1999.

Alcune precisazioni

imposta sulle transazioni digitali

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Questa misura fiscale è stata prevista per monitorare il fatturato dei giganti del web che nel nostro Paese producono reddito, nello specifico è un’imposta sulle transazioni digitali che le imprese italiane che operano con Google, Facebook, Booking, Apple, Expedia, Airbnb ed altri siti famosi, ed utilizzano i loro servizi dematerializzati (piattaforme ed applicazioni digitali, magazzini virtuali, raccolta dati personali). L’imposta sulle transazioni digitali riguarda le prestazioni di servizi che si effettuano tramite mezzi elettronici e che sono indirizzate a soggetti residenti in Italia, ne sono esclusi coloro che hanno aderito al regime forfettario e quelli che hanno adottato il regime fiscale di vantaggio, questa imposta interessa anche le organizzazioni di soggetti non residenti ma presenti in Italia. Sono considerati servizi prestati tramite mezzi elettronici quelli forniti attraverso internet oppure una rete elettronica in modo da poter sfruttare le potenzialità di un sistema automatizzato che non richiede un significativo intervento umano.



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