Irpef sui fabbricati: cosa prevede la disciplina fiscale

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Irpef sui fabbricati: cosa prevede la disciplina fiscale

La disciplina fiscale prevede che vengano dichiarati non solo i redditi da lavoro percepiti in riferimento all’anno oggetto di dichiarazione, ma si devono indicare anche i redditi relativi ai fabbricati posseduti oppure gli eventuali canoni di locazione percepiti: l’Irpef sui fabbricati è dovuta nel caso in cui il contribuente italiano possiede dei fabbricati a titolo di proprietà, usufrutto oppure altro diritto reale; la tassazione ai fini Irpef è differente a seconda che si tratti di casa principale, secondaria oppure immobile in affitto. I contribuenti che possiedono uno o più fabbricati devono dunque compilare il Quadro B del Modello 730 per dichiarare i relativi redditi fondiari, nello specifico il calcolo del reddito dei fabbricati si determina dall’applicazione delle rendite catastali, rivalutate del 5%, dal tipo di utilizzo dell’immobile, dal periodo e dalla percentuale di possesso. Per altre informazioni si rimanda alla lettura di https://www.fiscomania.com/2015/03/i-redditi-da-fabbricati-nel-730-guida-alla-compilazione/.

In caso di locazione

Irpef sui fabbricati

Irpef sui fabbricati

Va precisato che sussiste il principio dell’alternatività Imu ed Irpef, per cui il contribuente non deve versare l’Imu per la sua abitazione principale e le relative pertinenze, nel caso in cui il suo reddito contribuisce a comporre il reddito Irpef con relativa deduzione dal reddito complessivo di un importo fino all’ammontare della rendita catastale del bene immobiliare e delle relative pertinenze. Il contribuente è tenuto a pagare come imposta l’Imu per le abitazioni principali e pertinenze, classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, quindi non si deve versare come imposta l’Irpef e leaddizionali, questo perché il reddito della stessa abitazione non concorre al reddito complessivo e quindi non può essere applicata la deduzione. In caso di reddito da locazione di un fabbricato si applica una tassazione diversa in corrispondenza della forma di contratto, per cui se l’immobile è locato con canone di libero mercato, allora il reddito è dato dal valore più alto tra la rendita catastale rivalutata ed il canone di ridotto del 15%; in caso di canone convenzionale, il reddito da assoggettare all’Irpef viene determinato con le stesse modalità previste per i fabbricati affittati ad uso abitativo in libero mercato; se è previsto un equo canone il reddito da assoggettare all’Irpef deriva dal canone annuo di locazione, ridotto del 15% a titolo forfetario.



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