Peer to peer lending: tassazione

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Peer to peer lending: tassazione

Il regime fiscale dei proventi che si ottengono dallo svolgimento delle cosiddette attività di peer to peer lending è soggetto ad applicazione di una ritenuta a titolo d’imposta, in misura pari al 26%, sui ricavi ricavati derivanti da prestiti erogati attraverso piattaforme dedicate a soggetti finanziatori non professionali, la ritenuta viene praticata dai gestori delle stesse piattaforme. I proventi vanno a determinare i redditi di capitale ai fini delle imposte dirette, se le predette piattaforme sono gestite da intermediari finanziari autorizzati ed iscritti nel relativo albo  ovvero da istituti di pagamento. Questo tipo di prestito tra privati è una forma di prestito personale che viene erogato da privati ad altri privati per mezzo di internet servendosi dei diversi siti di aziende di social lending, evitando i canali tradizionali quali società finanziarie e banche. Con il social lending, chi presta denaro e chi lo riceve paga una quota di interessi più favorevole rispetto a quella proposta dalle istituzioni finanziarie tradizionali in quanto i costi di intermediazione risultano più bassi, dal momento che chi presta denaro ed il richiedente prestito entrano in contatto direttamente e le stesse aziende intermediarie presenti sul web hanno costi ridotti. Altre notizie su http://www.ipsoa.it/documents/fisco/imposte-dirette/quotidiano/2017/12/23/manovra-2018-le-novita-fiscali.

Alcune precisazioni

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Il prestatore ed il richiedente stipulano un contratto che dal punto di vista legale si stipula a distanza con l’azienda di social lending, per quanto riguarda gli adempimenti a cui devono far fronte i soggetti che svolgono questo genere di attività nel settore finanziario (banche, intermediari, assicurazioni, società di gestione del risparmio, società fiduciarie, imprese di investimento, OICR,) ad essi spetta l’obbligo di indicare il numero di codice fiscale di soggetti non residenti nel territorio dello Stato, è prevista poi la segnalazione dei dati identificativi richiesti dalla legge per favorire l’attribuzione del codice fiscale, con l’eccezione del domicilio fiscale sostituito dal domicilio o sede legale all’estero.



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