Scaglioni aliquote irpef 2013 e 2014: analisi odierna

 Scaglioni aliquote irpef 2013 e 2014: analisi odierna

Si era ipotizzato il possibile aumento degli scaglioni aliquote irpef per il 2014, soprattutto si parlava di un possibile aumento delle percentuali dei redditi bassi e un ritorno del contributo di solidarietà per le fasce di reddito più alte, questo per equilibrare una situazione venuta fuori dalle recenti statistiche nazionali fatte sia da istituti pubblici che privati. La situazione emersa è che nel sistema di applicazione detrazioni e oneri su lavoro e altre situazioni, le fasce economicamente deboli si vedono ridurre fino allo zero il pagamento delle imposte lasciando al 10% del totale contribuenti riconosciuti il carico dell’intero cuneo fiscale, nonostante ciò famiglie e imprese risultano essere le due categorie economiche maggiormente strozzate dal fisco complessivamente, calcolando l’insieme di irpef, imu e altre tassazioni fiscali. Le ipotesi di riequilibrio contributivo lanciate in questi giorni di analisi e programmazione definita per l’anno 2013/2014 sono tante.

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Nulla è cambiato, ma?

Scaglioni aliquote irpef 2013 e 2014

Scaglioni aliquote irpef 2013 e 2014

Alla fine gli scaglioni aliquote irpef 2013 e 2014 sono rimaste tali, l’emergenza di reperire risorse finanziarie è stata arginata chiedendo un anticipo maggiorato dell’irpef futura, infatti entro dicembre i contribuenti irpef dovranno pagare non più l’acconto al 99% ma al 100%, insieme al saldo degli anni scorsi. L’imposta sui redditi non tiene conto della parte fondiaria, sostituita dall’Imu anche per le seconde case, in sostanza si paga solo l’entrata derivante dagli affitti percepiti considerati ricchezza aggiuntiva che vede anche un sistema di detrazioni applicate in base al canone scelto. Il patto di stabilità approvato al Senato ha riportato il reintegro delle cosiddette pensioni d’oro, contributo che era stata cancellato e sospeso per via di una sentenza delle corte che aveva condannato il provvedimento come anticostituzionale. La percentuale scatta solo al superamento dei minimi lordi stabiliti e sono state bloccate le rivalutazioni per le pensioni che superano i 55.000 euro. I lavoratori dipendenti hanno visto l’aumento delle detrazioni applicate sul reddito da lavoro. Il gioco di aumento, diminuzione e pareggio dell’irpef si gioca a livello regionale e comunale, le singole istituzioni locali stanno riformando il sistema di applicazione delle addizionali adottando delle riformulazioni a scaglioni che tengono conto del secondo grosso impegno fiscale e contributivo che famiglie, lavoratori e imprese devono sostenere rappresentato dall’Imu e dagli altri contributi locali (IUC).

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